IL Cerchio Giallo Anno 1 Numero 1 , , , ,

IL CERCHIO GIALLO

 

Questa nuova rivista trimestrale propone racconti, saggi, dossier e fumetti e in questo primo numero troverete racconti di ERICA AROSIO (La stanza al piano di sopra); FRANCESCO G. LUGLI (Confessioni pericolose); MARCO DONNA (La donna sul menù); GIAN LUCA MARGHERITI (Nella mente dell’assassino); ANDREA CARLO CAPPI (Shot girl) e EDGAR ALLA POE Il doppio assassinio in via Morgue nella sua prima traduzione italiana del 1863. Inoltre troverete articoli e un dossier su Carlo Jacono (a colori) oltre alla prima trasposizione a fumetti del racconto di Poe realizzata nel 1944.

Il Cerchio Giallo è una rivista dal doppio dorso: da una parte propone, con una copertina, i racconti di autori di oggi dall’altra, con una seconda copertina le prime traduzioni italiane o le prime versione pubblicate dei grandi classici dell’indagine “poliziesca”.

10,00

Disponibile

Al giorno d’oggi leggere racconti è diventato sempre più difficile. Non vendono, così sentenziano gli editori come scusa per evitare la pubblicazione di antologie. E magari hanno anche ragione. Eppure il racconto è fondamentale per formare sia gli scrittori che i lettori.

A leggere le biografie dei grandi autori americani troviamo in tutti una costante: gli inizi passati mandando racconti alle tante riviste disponibili sul mercato, racconti che all’inizio vengono sempre rifiutati, come è ovvio, ma per i quali l’editore, sant’uomo, si prodiga in consigli all’autore scritti in calce alla lettera standard di rifiuto. Grazie a quei consigli l’autore migliora, arriva alla pubblicazione del suo primo racconto e da lì ha inizio la sua carriera.

Da noi non è così. Mai avuto (o avuto in pochissimi casi) riviste di racconti in Italia. Pochi anche i racconti che si pubblicavano sulle riviste di altro genere. Il Cerchio Giallo vuole riempire questo spazio. In un mondo in cui i racconti non vendono, con buona pace degli editori, qui si va contro corrente. Si rilancia qualcosa che da noi non ha mai avuto successo. Si spinge i lettori a riavvicinarsi a un genere che ha sempre avuto una sua dignità e una sua importanza. 

D’accordo, il racconto è la palestra dello scrittore. Prima di cimentarsi nella salita del Mont Ventoux, che possiamo paragonare alla stesura di un romanzo, ogni scrittore ha bisogno di farsi i muscoli, lavorare sul fiato, ma soprattutto mettere a punto la bicicletta. Il racconto gli serve a questo, regolare il cambio, tirare i freni, controllare la pressione dei pneumatici, tutto quello che è necessario per affinare la propria arte prima di sfogarla in qualcosa di lungo e impegnativo.

Insomma tutto questo per dire che Il Cerchio Giallo vuole essere da un lato una palestra per non far perdere l’allenamento a autori già affermati e un luogo in cui permettere a giovani promettenti di trovare uno sfogo a quello che hanno da dire. Ma dall’altro lato vuole essere anche un luogo in cui il lettore si possa confrontare con un genere letterario difficile da incontrare, un genere che qui può andare a seguire dai suoi inizi, grazie al lato Classic della rivista (partendo proprio da Poe, uno dei padri del racconto come grande forma di narrazione) per poi scoprire le sue più moderne declinazioni nella parte di rivista con i racconti dei nostri autori. Siete pronti per saltare in sella?

Gian Luca Margheriti