IL CERCHIO GIALLO 03 , , , , ,

L’AUTORE

FRANCESCO G LUGLI

Giornalista e scrittore, ha collaborato con diverse realtà editoriali. Ora si occupa di produzioni video e pubblicità in qualità di copywriter. Appassionato di cinema, videogiochi e fumetti, ama scrivere racconti di fantascienza, horror, surreali, noir e thriller. 

All’attivo ha i romanzi Il Codice Beatles (Cult Editore) e Il risveglio della notte (Novecento Editore), le raccolte Sei passi nella nebbia (dBooks) e Scritti con il sangue (Dunwich Editore), racconti sulle raccolte Toilet n. 20 (80144 Edizioni), Un giorno a Milano e Una notte a Milano (Novecento Editore), Italian Zombie 2 (80144 Edizioni),365 Racconti di Natale (Delos Books), e l’ebook Amo il mio lavoro (Simplicissimus – Viaggio d’inverno). 

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CONFESSIONI PERICOLOSE

di Francesco G. Lugli

«Padre mi perdoni. Mi perdoni perché ho peccato.» La voce mormorata si distendeva nel chiuso del confessionale con vellutata dimestichezza. Una fragranza vocale dai retrogusti aspri.
«Dimmi figliolo, in cosa hai peccato?» Lo chiese distrattamente, senza lasciarsi affascinare dal tono dominante.
«Ho contravvenuto volontariamente a uno dei comandamenti, padre.» Non aveva l’aria di uno sfogo, ma più di una comunicazione di servizio. Più dovuta che sentita.
«Quale figliolo?» La sua attenzione iniziava a risvegliarsi sorniona, senza fretta, stuzzicata dai raggi di un sole mellifluo filtrato dai rosoni vetrati della chiesa.
«Non uccidere¦ padre.»
Ora il sacerdote era tutto orecchi. Le pupille, cariche di curiosità , mulinarono in tandem verso la voce.
«In che senso hai contravvenuto?» Don Antoin corrugà la fronte, avvicinandola alla fitta scacchiera di legno stagionato che lo divideva dall’ombra peccatrice in attesa di assoluzione.
«Nel senso che ho ucciso, padre.» Parlava sottovoce, ma le parole furono una schioppettata. La chiesa era deserta, le diciotto e quaranta sono un orario strano per professare i peccati. A quell’ora si pensa allo sport, all’aperitivo, alla cena, alle ultime cartucce di shopping da sparare in qualche negozietto o, vista la crisi, in qualche centro commerciale. I peccati possono sempre aspettare.

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